Welcome to India

“Questa è l’India! Terra di sogni e di avventura, di ricchezze favolose e di favolosa povertà, di splendore e di stracci, di palazzi e di stamberghe, di fame e pestilenza, di geni, di giganti e di lampade di aladino, di tigri e di elefanti, di cobra e della giungla, paese di cento nazioni e di cento lingue, di mille religioni e di milioni di dei, culla della razza umana, patria della parola umana, madre della storia, nonna della leggenda, bisnonna delle tradizioni, il cui passato ha visto fumare le rovine di ogni altra nazione – il solo paese al mondo che sempre accoglierà il principe straniero e il contadino straniero, il colto e l’ignorante, saggezza e follia, ricchezza e povertà, legami e libertà, la terra che ogni uomo desidera vedere, e dopo averla vista un’unica volta, anche solo con un rapido sguardo, non cederebbe mai quella visione in cambio di ogni altra immagine che gli possa un giorno offrire una parte di questo nostro mondo”.

(Mark Twain)

 

ci sarebbero già milioni cose da dire e da raccontare, ma non si possono realmente capire se non si è qua a vedere e a viverle coi propri occhi.

Siamo arrivati alle 4.30 di notte, abbiamo incontrato alcuni tutor della nostra università, siamo saliti su un taxi e ci siamo diretti verso i nostri appartamenti. Tramite il finestrino diamo un primo sguardo a questo nuovo mondo. Cose pazzesche balzano ai nostri occhi: tantissima gente che dorme in strada sui marciapiedi,sui tetti degli autobus (definirli autobus è generoso),baraccopoli,cani randagi,autorisciò, mucche e tanto altro…

Dopo quasi 1 settimana riusciamo a trovare l’appartamento adatto per noi. I primi appartamenti visitati erano in pessime condizioni o a costi troppo elevati. Ora, dopo aver discusso e contrattato con molti dealer, proprietari e “boss” della zona, siamo finalmente sistemati. L’indirizzo dell’appartamento è “3 rd floor, G32, Saket, Delhi”.

L’impatto inziale è stato superato e ci si sta immergendo veramente nella dimensione India. Non posso raccontare ancora come è la città o altro perchè in questi giorni siamo stati impegnati a sistemare l’appartamento e siamo riusciti a visitare solo qualche parco o i numerosi mercati.

Il traffico è incredibile. Camminare su una specie di marciapiede è difficile, e attraversare diventa quasi impossibile… il tutto contornato da un suono perpetuo di clacson. Sul retro delle macchine vige la scritta “horn please” e tutti suonano il clacson(moto, auto, pullmann, autorisciò).

L’università ci ha accolto con un banchetto di benvenuto, e martedì inizieremo le lezioni.

 

Perchè l’India?

Una sfida personale, una prova per me stesso per testare lo spiritto di adattamento e il piacere della scoperta di un altro mondo, la possibilità di praticare quotidianamente la lingua inglese, la borsa di studio per frequentare il master presso l’IIPM, una delle migliori università indiane, un paese ricco di storia,di cultura e di tradizioni, un paese caratterizzato da un’enorme crescita economica….

E’ un desiderio che si sta realizzando e che posso finalmente realizzare, sperando che le persone che mi stanno vicino capiscano l’importanza che rappresenta per me tutto questo e sperando di ritrovare al mio ritorno quello che per il momento lascio in Italia.

Namaste!

Welcome to Indiaultima modifica: 2010-02-11T20:16:00+01:00da pietro-maz
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Un pensiero su “Welcome to India

  1. Pietro, solo ora riesco a scriverti; ci si sente poco, perchè non riusciamo facilmente a trovare l’ora in cui sei connesso, ma ti pensiamo molto tutti! Complimentissimi!!! Scrivi meravigliosamente bene: è davvero godibilissimo questo diario; che belle le foto, peccato che non abbia potuto fotografare il Taj Mahal. Ti a bbraccio forte e un salutone anche dai nonni. Dopodomani cercheremo di chiamarti (domani il nonno va a sciare). Paola

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