Varanasi – Gange

 

Arriviamo a Varanasi sabato mattina, dopo 13-14 ore di treno.

(Primo viaggio in treno.. Il sistema ferroviario Indiano dispone di una rete tra le più estese che vi siano al mondo (60.000 Km.). Ogni giorno viaggiano più di 11.000 treni, trasportando più di nove milioni di persone e collegando tra loro ben 7.000 stazioni. Avendo poi qualcosa come un milione e seicentomila dipendenti, le ferrovie Indiane rappresentano anche un datore di lavoro dalle dimensioni colossali)

Varanasi, la città dei morti, la città santa dell’India, la “città eterna”. Varanasi è uno dei principali luoghi di pellegrinaggio dell’India ed è anche un’importante meta turistica.

Così come i musulmani vanno alla Mecca, anche gli indiani, almeno una volta nel corso della loro vita, vengono a pregare a Varanasi.

La “Madre Ganga” (nome del fiume Gange in hindi) s’incurva come una falce di luna, quando passa per varanasi. Lungo le gradinate che portano al fiume sacro, scendono milioni di fedeli aspiranti ad una morte che li liberi infine dal ciclo delle reincarnazioni. Le abluzioni rituali nelle acque del Ganga, le meditazioni degli asceti, il fuoco delle pire sono al centro di un mosaico fantasmagorico, brulicante di vita e di un’infinita serie di personaggi minori che popolano i quartieri della città santa dell’induismo.

Appena usciti dalla stazione contrattiamo con una “guida”: ci porterà in giro tutto il giorno.. per sole 50 rupie (80 centesimi) a testa, trasporto incluso !

Sistemati in hotel, iniziamo a visitare qualche tempio induista e buddhista. A Varanasi c’è praticamente un tempio in ogni strada.. Poi visitiamo l’Università di Varanasi, una delle più importanti di tutta l’India.

La sera arriva il momento più atteso: il viaggio in barca sul Gange.

Scendiamo dai Gath, enormi gradini che portano al fiume, e contrattiamo il prezzo con il conducente della barca. Salpiamo. L’atmosfera è irreale. Il sole sta tramontando, e il buio ci avvolge in pochissimo tempo. Sui Gath i sacerdoti (bramini) induisti iniziano ad accendere le pire, per bruciare i corpi degli induisti. Ci consegnano dei lumini. E’ usanza metterli sulle acque del fiume, che ne sono piene, quali offerte agli dei. Attorno a noi altre barche, sia di turisti che di fedeli. Sono i parenti dei defunti i cui corpi verranno cremati sulle pire sistemate lungo le rive del Gange.

Rimaniamo a bocca aperta, mentre, oltre alla cremazione dei defunti , assistiamo ad una cerimonia-preghiera induista.

In lontananza vediamo alcuni induisti che trasportano sulle rive del fiume altri corpi da cremare, stesi su delle “barelle” di bambù. Ci accorgiamo anche che accanto alla nostra imbarcazione c’è un corpo morto, non cremato. Il nostro barcaiolo ci spiega che 5 categorie di induisti non vengono cremati, ma gettati direttamente nel Gange (mother Ganga, lo chiamano), tra cui i bambini, le donne incinte e i santoni.

La mattina seguente ci svegliamo presto, per essere sul Gange prima dell’alba. Sorge il sole e l’atmosfera si riscalda, mentre i fedeli, che prima sembravano tutti vestiti uguali, ora appaiono nei molteplici colori delle loro vesti.

Ci avviciniamo ai gath. Nella parte centrale dei gath, la stessa nella quale, al tramonto, vengono accese le pire, vediamo numerose canne di bambù alla sommità delle quali vengono accese le lanterne del cielo che così possono illuminare il cammino dei morti verso l’aldilà. Vicino alcuni fedeli pregano in posizione yoga.

Scendiamo dalla barca per visitare la parte vecchia di Varanasi, subito dietro i gath.

E’ un dedalo di strette viuzze (tutte pedonali) nel quale si avanza a fatica tra una folla variopinta. In tutte le vie ci sono enormi quantità di legna, pronta per essere utilizzata durante la cremazione dei defunti. Ci spiegano che il rito delle cremazione varia in base alle caste: le caste più alte devono pagare milioni di rupie per essere cremati sulla riva del Gange, ed anche la qualità del legno su cui verrà posato il defunto riveste un ruolo fondamentale.

E’ una cultura che ti lascia senza parole. Credo che non si possa comprendere pienamente l’induismo se non si è stati a Varanasi.

Ci sarebbero tantissime altre cose da dire riguardo a questo viaggio, ma purtroppo non posso scriverle per questioni di spazio e di tempo.

Il pomeriggio ci spostiamo nella vicina cittadina Sarnath, nota per essere stata il luogo della prima predicazione del Buddha ed è formata da una serie di edifici di interesse storico-religioso, tra cui il noto capitello con 4 leoni (attuale simbolo dell’India) e alcuni templi buddhisti.

 

[VEDI FOTO: VARANASI – UTTAR PRADESH]

 

Varanasi – Gangeultima modifica: 2010-04-02T13:22:57+02:00da pietro-maz
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